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Taxi di Forlì in rivolta

Diffida a nota testata giornalistica: "Non siamo i più cari d'Italia"

Le associazioni che tutelano i tassisti di Forlì hanno diffidato la testata giornalistica "il Sole 24 Ore". Al centro del contendere la poco invidiabile graduatoria sui prezzi delle corse brevi (giorno feriale, alle 10:00, 5 km, 5 minuti di sosta), basata sui dati dell’Autorità di regolazione dei trasporti (Art), pubblicata dal giornale: ai vertici della classifica delle città più care d'Italia ci sono proprio gli autisti delle auto bianche che operano nel centro romagnolo. 

"Abbiamo inviato una lettera di diffida, tramite pec, alla testata che ha pubblicato la classifica. Questa notizia è l’ennesimo colpo inferto alla reputazione della nostra categoria: siamo vittime di una vera e propria caccia alle streghe. Quando abbiamo letto la notizia non credevamo ai nostri occhi. La tariffa pubblicata dal quotidiano è superiore di almeno il 30% a quella che pratichiamo sulla medesima tratta: 16,50 Euro, contro i nostri 13", spiega Luca Salpietra, presidente provinciale del sindacato Uritaxi e socio Consorzio tassisti forlivesi (Cotafo). 

"Abbiamo chiesto spiegazioni anche al Comune -prosegue- ma gli uffici ci hanno risposto di essersi limitati a comunicare all’Authority la nostra tariffa base: 1,50 Euro per km". Il fatto è che "In una corsa effettiva possono intervenire diverse variabili: dal traffico nell’ora di punta, agli ingorghi causati da incidenti o cantieri aperti. Ma i nostri tassametri sono omologati e soggetti a continui controlli. Escludo ogni possibilità di irregolarità". 

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