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Torino: sette indagati per politiche mobilità

Procura piemontese ha preso in carico esposto presentato da un comitato

Il comitato "Torino Respira" ha presentato un esposto contro gli esponenti di primo piano della politica regionale e del capoluogo piemontese, rei secondo i cittadini di non avere adottato misure più efficaci per ridurre i livelli di inquinamento dell’aria. Le accuse sono state messe nero su bianco e depositate presso la Procura della repubblica, che di recente ha chiuso le indagini su sette ex-amministratori pubblici. 

"I magistrati della procura hanno ipotizzato il reato di inquinamento ambientale (articolo 452 bis cp) a carico degli amministratori pubblici regionali e comunali che si sono succeduti dal 2015 al 2019", scrivono nella loro pagina Facebook i componenti del comitato guidato dal presidente Roberto Mezzalama, secondo cui gli indagati non hanno adottato misure adeguate a raggiungere il rispetto dei valori limite di concentrazione degli inquinanti nell’aria.

Sono finiti indagati, tra gli altri, l’ex-presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, gli ex-sindaci del capoluogo Piero Fassino e Chiara Appendino ed altri funzionari pubblici. Adesso, per queste presunte omissioni, rischiano il processo. Secondo il comitato di cittadini sarebbero colpevoli di aver installato poche colonnine, di avere concesso troppe esenzioni per circolare nella Zona a traffico limitato (Ztl), di avere scarsamente promosso l'utilizzo di mezzi pubblici ed il car-sharing. 

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