Il 2 aprile il presidente americano Donald Trump ha annunciato i tanto attesi dazi. Saranno al 20% per l'Europa e al 25% sulle importazioni di tutte le auto straniere, entrati in vigore dal 3 aprile. Ha invitato quindi a spostare le produzioni negli Usa: "Se volete dazi zero, venite e produrre in America".
È una sfida al commercio globale: la tariffa minima dei dazi, considerati "reciproci", è al 10%, ma per i 60 paesi "più cattivi", quelli con maggiori squilibri commerciale verso gli Stati Uniti, la percentuale è maggiore. L'obiettivo dichiarato da Trump durante la conferenza al Giardino delle Rose della Casa Bianca, è riportare "l'età dell'oro", rilanciare il "sogno americano" e generare miliardi di miliardi di dollari per ridurre le tasse e il debito. "Make America Wealthy Again" è lo slogan del presidente, a sottolineare la volontà di rendere l'America ricca di nuovo grazie ai dazi comunicati nel cosiddetto "giorno della liberazione". "Faremo pagare quello che gli altri ci tassano. - ha dichiarato Trump - Reciprocità significa che faremo agli altri quello che fanno a noi, è molto semplice. Li tasseremo la metà di quello che ci tassano". E come esempio ha spiegato che se l'Ue fa pagare il 39% i dazi imposti saranno al 20%.
Durante la conferenza, con una grande tabella in mano, Trump ha elencato la percentuale specifica dei dazi per ogni singolo paese che ha deciso di colpire. Il Regno Unito si ferma alla soglia minima, il 10%, mentre per la Cina i dazi sono al 34%. La Svizzera vede la tariffa al 31%, il Giappone al 24%, l'India al 26%, la Corea del Sud al 25%, l'Indonesia al 32%, la Cambogia al 49%, la Thailandia al 36% e Taiwan al 32%.