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Volvo rivede al ribasso previsioni finanziarie al 2026

Obiettivi in risposta a sfide mercato globale e tariffe doganali

Il giorno successivo all’annuncio di una sospensione nel percorso verso una produzione totalmente elettrica, Volvo ha nuovamente ridimensionato le previsioni sui margini di profitto lordo per il 2026. L'azienda svedese, di proprietà del colosso cinese Geely, ha rivisto al ribasso le sue aspettative di ricavi, riflettendo le difficoltà attuali del settore automobilistico in Europa. Inizialmente, Volvo stimava un Ebit tra l'8% ed il 10% con 1,2 milioni di unità vendute per il 2026. Tuttavia, nei dettagli rivelati durante il "Capital Markets Day", tali previsioni sono state abbassate ad un intervallo tra il 7% e l'8%, ed il target di ricavi tra i 550 ed i 600 miliardi di corone svedesi (circa 48-53 miliardi di Euro) è stato eliminato, a causa di una crescente complessità del mercato globale e delle tariffe doganali.

Volvo ha altresì mantenuto l’obiettivo di un cash-flow netto neutro per il 2024 e 2025, con la prospettiva di generare un significativo free cash-flow a partire dal 2026. In una dichiarazione, l’amministratore delegato Jim Rowan ha evidenziato che i nuovi obiettivi rinforzano l’impegno dell’azienda nel creare valore, pur rimanendo fedeli alla propria missione.

Il giorno prima, la casa automobilistica aveva comunicato una “leggera modifica alla tempistica delle nostre ambizioni di elettrificazione”, come definita da Rowan. Precedentemente impegnata a cessare la produzione di motori a combustione interna entro il 2030, Volvo ha ora fissato un livello di elettrificazione tra il 90% ed il 100%, lasciando così una porta aperta per adattarsi alle “mutevoli condizioni di mercato ed alle richieste dei clienti”.

L'ad ha dichiarato che l’azienda mantiene un approccio “pragmatico e flessibile”, senza però fissare una precisa scadenza per l’eliminazione dei motori tradizionali.

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