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Colonnine auto: Italia a due velocità

Bandi di gara per installazioni extra-urbane andati quasi deserti; meglio in città

La realizzazione di una rete nazionale di colonnine di ricarica per auto elettriche viaggia a doppia velocità. Il motivo? Parte dei bandi di gara per l'aggiudicazione delle opere sono stati disertati dagli operatori. Si tratta di un vero e proprio problema per un Paese, l'Italia, che deve raggiungere entro il 2026 gli obiettivi fissati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr): aver installato 21.000 infrastrutture, finanziate da Bruxelles con 713 milioni di Euro. 

"Bene i bandi urbani, con 4718 progetti approvati dal ministero dell’Ambiente, per un corrispettivo di 70 milioni di Euro finanziati. Invece i bandi extra-urbani sono andati quasi deserti, per varie difficoltà amministrative e regolamentari, e soprattutto per una questione di tempi troppo stretti. Nel 2023 il bando è uscito poche settimane fa. Dare i finanziamenti ex-post non ha quell’effetto incentivante che la norma si proponeva. Speriamo che nel 2024 non si ripeta quest’errore", dichiara Franco Gasparini, di Motus-E, intervistato dal quotidiano "La Stampa". 

Dall'associazione delle imprese che operano nel settore della mobilità sostenibile in Italia aggiungono che "sulla grande viabilità si stanno facendo passi avanti, ma è ora che si rompa l’impasse che ha visto fino ad oggi un ingiustificabile immobilismo da parte di alcuni concessionari autostradali", precisa Francesco Naso, segretario generale di Motus-E. Lo testimoniano i numeri: le colonnine sono più che raddoppiate (851 a settembre 2023), con i tre quinti che superano i 150 kW di potenza.

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